I benefici dello sviluppo della rete

Nel 2010 Terna ha confermato l’accelerazione impressa in questi ultimi anni allo sviluppo della rete con investimenti complessivi per 1.161,7 milioni di euro (+30% rispetto all’anno 2009). Nell’anno dei cantieri sono stati ultimati i lavori per il SA.PE.I., il collegamento sottomarino tra la Sardegna e la penisola italiana,
per la razionalizzazione della rete della Val d’Ossola e per l’elettrodotto “Casellina-Tavarnuzze-Santa Barbara” in Toscana mentre sono stati avviati quelli per il collegamento “Sorgente-Rizziconi” tra Sicilia e Calabria, per l’elettrodotto Chignolo Po- Maleo in Lombardia.
Questi interventi, previsti dal Piano di Sviluppo di Terna, hanno positive ricadute per la collettività non solo perché migliorano l’efficienza e la sicurezza del sistema elettrico a vantaggio di tutti ma anche perché il presupposto della loro realizzazione è che il beneficio economico collettivo che generano, in termini di riduzioni della bolletta elettrica nazionale, sia superiore al loro costo.

Va segnalato, inoltre, che Terna ha incrementato costantemente negli ultimi anni la propria capacità realizzativa (gli investimenti sono passati dai 346 milioni di euro del 2006 ai 1.161,7 milioni di euro del 2010), fornendo impulso all’occupazione e alla crescita in una fase di difficoltà per l’economia italiana. Nel 2010, solo nei cantieri di Terna, hanno lavorato migliaia di persone, complessivamente pari a 1.973 occupati a tempo pieno, senza contare le attività indotte dagli acquisti di beni e altri servizi.

Terna interpreta il proprio ruolo nel sistema elettrico, in particolare per quanto riguarda la fornitura di un servizio che deve avere caratteristiche di sicurezza, affidabilità, continuità ed economicità, con senso di responsabilità verso l’intera collettività, destinataria finale del servizio elettrico. Ciò comporta un’attenta considerazione anche delle ricadute ambientali delle proprie attività e la ricerca di benefici per l’ambiente collegati allo sviluppo della rete. Particolarmente significativi sono i progetti di razionalizzazione che comportano – a fronte di nuove realizzazioni – lo smantellamento di un multiplo di chilometri di rete esistente rispetto ai chilometri di nuove linee costruite. Nel 2010 è stata ultimata la razionalizzazione di Bussolengo (VR) con la demolizione della vecchia linea “Bussolengo-Chievo”: a fronte di 27 km di nuove linee, di cui 24 in cavo interrato, sono stati demoliti circa 45 km di linee aeree obsolete per un totale di 160 tralicci, con consistenti vantaggi dal punto di vista ambientale.

 

L’opera rientra nell’ambito del più ampio intervento di razionalizzazione della rete elettrica ad alta tensione dell’area di Bussolengo e Verona, che prevede una serie di opere volte a potenziare e rendere più sicuro il sistema elettrico territoriale con un risparmio per il sistema elettrico pari a 1,3 milioni di euro l’anno e una significativa riduzione dell’impatto ambientale degli impianti di trasmissione. Inoltre, sempre nel 2010, sono partiti i lavori di smantellamento della linea aerea a 132 kV Tirano-Campocologno in Valtellina. L’opera rientra nell’ambito delle attività di razionalizzazione della rete elettrica in Valtellina – parte di un più ampio intervento di riassetto che si estende anche alla Valcamonica.

Sul fronte ambientale, le demolizioni avranno notevoli benefici in termini di rispetto e salvaguardia del territorio: al termine dei lavori di abbattimento delle vecchie linee elettriche, in Valtellina, saranno liberati dal vincolo di servitù aree per un totale di 1.400.000 mq, che interessano per lo più territori montani di particolare pregio. Un altro beneficio ambientale collegato allo sviluppo della rete è dato dalla riduzione delle emissioni di CO2 del sistema elettrico dovuta alla riduzione delle perdite e soprattutto agli assetti produttivi più efficienti che gli investimenti in sviluppo rendono possibili, nonché alla connessione di impianti di produzione da fonte rinnovabile (+2.470 MW nel 2010). Il complesso degli investimenti previsti dal Piano di Sviluppo 2011 comporterà a regime una riduzione di circa 9 milioni di tonnellate di CO2, di cui 5 per connessioni di impianti da fonti rinnovabili.

Nel 2010 un contributo significativo è venuto anche dalle attività di Rete Rinnovabile S.r.l., la società partecipata da Terna al 100% e ceduta a marzo 2011 che, con i suoi 62 impianti fotovoltaici dislocati in 11 regioni italiane, in un solo anno di attività ha incrementato del 10% il parco fotovoltaico italiano con un risparmio, a regime, di circa 135 mila tonnellate di emissioni di CO2.

Lo sviluppo sostenibile della rete elettrica passa anche attraverso la ricerca di condivisione dei progetti con il territorio, perseguita con il ricorso alla metodologia VAS – Valutazione Ambientale Strategica – non solo per l’approvazione annuale del Piano di Sviluppo ma anche volontariamente sul territorio (dal 2002) con le Istituzioni locali, per ogni singolo progetto rilevante. Sempre in ottica di coinvolgimento degli stakeholder è significativa l’inclusione, nel processo decisionale sulla localizzazione delle nuove linee, di interlocutori storicamente critici quali le associazioni ambientaliste. In tal senso, a gennaio 2009, è stata avviata una partnership con WWF Italia per integrare i criteri di pianificazione della rete elettrica con le strategie di conservazione eco-regionale del WWF e pianificare interventi di valorizzazione ambientale in alcune oasi naturalistiche del WWF. Nel 2010 sono stati realizzati interventi di mitigazione e compensazione ambientale nelle Oasi WWF toscane di Stagni di Focognano (FI) e Padule-Orti Bottagone (LI) e in quella siciliana di Torre Salsa (AG).

La visione di una rete elettrica sostenibile si focalizza anche sul traliccio, l’elemento al tempo stesso più caratterizzante e vistoso in termini di impatto sull’ambiente, attraverso la ricerca di soluzioni che lo considerino non solo una necessaria infrastruttura, ma anche un oggetto con una propria dimensione estetica, che può contribuire a una migliore integrazione con il paesaggio. Questa consapevolezza ha portato Terna a prestare costante attenzione al design industriale: i sostegni progettati da Sir Norman Foster sono già installati in Toscana lungo la linea “Tavarnuzze-Santa Barbara” e visibili sotto lo svincolo autostradale di Scandicci (FI), mentre per i nuovi tralicci disegnati dall’architetto Hugh Dutton dello studio Rosental – vincitore del Concorso internazionale concluso nel 2009 – il 2010 ha visto l’avvio del processo di ingegnerizzazione. Inoltre, sempre nel 2010, sono stati installati sulla linea Chignolo Po-Maleo in Lombardia i nuovi sostegni tubolari monostelo, che riducono drasticamente sia l’impatto visivo sia l’ingombro al suolo.